Intercettazioni ” fai da te ” . Registrare una conversazione e’ lecito ?

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Al giorno d’oggi con il ventaglio di possibilità tecnologiche esistenti, conservare il contenuto di una conversazione ad insaputa dell’interlocutore è un gioco da ragazzi .

Va immediatamente precisato, però, che una registrazione privata e’ cosa diversa dalla cosiddetta ” intercettazione ” che è quella disposta dal Giudice con un provvedimento motivato che la autorizza .
Quando parliamo di registrazioni private invece , non essendo necessaria alcuna autorizzazione del Giudice , il riferimento è a tutte quelle possibilità  che consentono – attraverso dispositivi tecnologici e altro – di ” conservare” la traccia e il contenuto di una conversazione.




Ebbene si può !
In linea di principio, per la Cassazione “chi dialoga accetta implicitamente il rischio che la conversazione possa essere registrata registrata”, dunque è sempre lecita la registrazione se a registrare ad insaputa dell’interlocutore e’ un membro che partecipa alla conversazione .
In caso contrario, quando cioè a registrare la conversazione tra persone sia un estraneo, la condotta costituisce un reato se la registrazione avviene nella dimora privata del registrato . ( reato di cui all’articolo 615 bis c.p.)
Tuttavia se registrare una conversazione e’ sempre lecito se il registrante è membro della conversazione, per la diffusione invece a rilevare e’ la motivazione, lo scopo in quanto solo se l’utilizzo avviene per tutelare un proprio o altrui diritto non occorre il consenso dell’interessato.
Negli altri casi la diffusione di una conversazione che avvenga senza il consenso dell’interessato e’ reato . (Si pensi a chi diffonde su internet tracce di conversazioni avvenute tra persone )
Molto spesso accade che clienti chiedano al proprio avvocato l’uso di tali registrazioni in ambito processuale .

Avvocato l’ho registrato, vale ??
Una recente sentenza della corte di cassazione ( la n. 5259 del 2017 ) lo chiarisce molto bene.
In particolare, la Suprema Corte non solo ha confermato che registrare una conversazione telefonica e’ lecito ( se il registrante è membro della conversazione ) ma ha anche aggiunto che il contenuto della registrazione può essere utilizzato in giudizio se almeno una delle parti coinvolte nella conversazione e’ parte in causa e dunque formare ai sensi dell’articolo 27121 del codice civile piena prova dei fatti rappresentati se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime”.
Cosa significa ?
Significa che una conversazione registrata ad insaputa dell’interlocutore può anche essere utilizzata da uno dei membri della conversazione in sede processuale e costituire fonte di prova, se il soggetto contro il quale le stesse devono valere, non contesta la sua provenienza o integrità .